Teatrino Foresto

"Anche nei tempi bui si canterà? Anche si canterà. Dei tempi bui" B. Brecht

Il lavoro su Soli Verdi prende l’avvio dal laboratorio in cui ci siamo incontratə.

Il laboratorio proponeva un studio pratico a partire da testi, immagini, azioni, materiali fisici e sonori estratti da Le guerrigliere di M. Wittig. La densità di quel testo in cui riferimenti mitologici, storici e politici si contaminano dando vita ad un materiale poetico in azione fortemente simbolico, ci ha portato ben presto, come accade, da altre parti. Azioni, visioni e il radicale sguardo poetico-politico si sono arricchiti saccheggiando da altri testi wittigghiani. Le relazioni dei personaggi, specialmente nella dualità delle coppie: donna-donna uomo-uomo si sono confrontate con la relazione tra le due sorelle ne Le Serve di Genet. L’attesa della Dea, di cui le Guerrigliere affermano di non aver più bisogno, si è affacciata banalmente e necessariamente all’incontro con il Godot beckettiano.

Siamo approdatə ad una festa, ad un tempo tenuto in bilico dall’attesa e dalle droghe. “Le porte della percezione” di Huxley e i vari lavori di Sacks sulle allucinazioni ci hanno offerto lo sguardo pratico-scientifico utile alla messa in azione di alcune visioni.

In attesa della Rivoluzione che è sempre lì per esplodere e invece. Dei grandi amori risolutori? di tristezze esistenziali. Delle illuminazioni a riempire il vuoto di senso. La fissazione del riempimento. In attesa dell’avvento del Potere che non riusciamo a vedere in noi e dobbiamo perciò strapparci dalle mani.

Quattro persone. Una notte senza tempo, un continuo presente reso possibile da stati alterati di coscienza. Pratiche e ideologie rivoluzionarie lasciano spazio al solitamente occultato: estasi, idiozie ed amori. Sesso, violenza e invidia di potere, sentimenti di inadeguatezza e confessioni intime.